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La fonte di caratteri impiegata nel sito

Una scelta unitaria

Per un sito totalmente dedicato alle parole scritte mi è parso necessaria una speciale attenzione al modo in cui queste parole vengono scritte. In tutti i testi prodotti, perciò, ho impiegato una sola fonte, che rispecchia un momento particolarmente felice, sebbene piuttosto sconosciuto, della storia della tipografia.

Il vescovo anglicano John Fell (1625-1686), ellenista e teologo, fu anche disegnatore e fonditore, grazie all'aiuto dell'olandese Peter De Walpergen, di una serie di caratteri nota come «The Fell Types» che egli impiegò nella stamperia dell'università di Oxford, da lui stesso fondata, per una serie di pubblicazioni proprie o di cui aveva assunto la curatela.

Dimenticata fino al 1864, la collezione tornò successivamente in auge per la tipografia tradizionale ed è stata di recente digitalizzata da Igino Marini, grazie a un minuzioso lavoro condotto sulle fonti originali, e resa disponibile sotto licenza libera.

Tra le diverse fonti della collezione Fell, rivisitata da Marini, ho scelto IM FELL English per la sua grande bellezza, che non mi stanco di contemplare, e per la l'altrettanto grande somiglianza con la fonte Garamond, realizzata dal tipografo e incisore francese Claude Garamond (1499-1561) che per me, come per tantissimi altri, rappresenta un esempio di insuperata eleganza grafica.

L'aspetto di un libro del Cinquecento

Bellezza e somiglianza sono due facce della stessa medaglia di cui vorrei mettere in risalto alcuni fra gli innumerevoli dettagli che si possono addurre a sostegno di questa opinione. In più, la fonte della collezione Fell presenta delle irregolarità, scrupolosamente rispettate da Marini, che conferiscono alla composizione di un testo realizzata con questo carattere il tipico aspetto della pagina di una Cinquecentina. Per il confronto ho scelto una recente versione open source della fonte, disegnata da Georg Duffner e disponibile con il nome di EB Garamond.

Forse la caratteristica più importante della fonte Garamond, che IM FELL English eredita, è la concavità presente nel profilo delle grazie (nella figura superiore è riportato il piede della lettera «I» dove tale peculiarità è molto esplicita, a dispetto delle evidenti imprecisioni del tracciato. Una conferma di ciò si nota anche nel confronto fra le lettere «D».

Il profilo curvo delle grazie, sia della prima, sia della seconda fonte, possiede una tale grazia elastica che fa comprendere bene la ragione per cui tali abbellimenti sono stati denominati proprio con questo nome, almeno in italiano, mentre in inglese si usa il misterioso termine serif.

Un'altra caratteristica che rendo molto simili, e altrettanto attraenti, queste due fonti riguarda le lettere «e» e «t».

Il taglio alto del tratto orizzontale della lettera «e» e l'altezza minima della lettera «t», al punto che essa quasi non possiede un tratto ascendente, rendono queste due lettere bellissime. Il tratto alto della «e», che stringe molto l'occhiello, la dota di una slanciata eleganza, mentre il carattere mimetico della lettera «t» merita un discorso più approfondito.

Se si fa il conto delle lettere dell'alfabeto dotate di ascendenti e di discendenti, si scopre che il numero delle prime è pari a sette, mentre il numero delle seconde è pari a cinque.

Non sembra del tutto azzardato, perciò, immaginare che la dimensione modesta della lettera «t» sia stata scelta per ridurre, almeno in parte, lo disparità fra ascendenti e discendenti. È un fatto certo, del resto, che questa disparità, al momento della composizione, si traduce in una irregolarità nella trama uniforme del testo tipografico, che vede più affollate le zone superiori alla fascia centrale rispetto a quelle inferiori.

Questa è solo una illazione, tuttavia, non lo è per nulla la doverosa sottolineatura della straordinaria scelta di Garamond, fatta propria anche da John Fell, di dotare le cifre numeriche di ascendenti e di discendenti, equamente distribuite, proprio come le lettere, una scelta che gran parte delle moderne versioni della fonte Garamond - ma non EB Garamond - ha rigettato.

Questa equiparazione grafica tra cifre e lettere può apparire discutibile in ambiti specifici, come potrebbero essere quelli dove è necessario raggruppare tanti numeri in liste e tabelle, ma nella situazione abituale della parola scritta entro una gabbia tipografica questa equiparazione permette una più armoniosa convivenza fra lettere e cifre.

Quanto alle tabelle piene di numeri, giudichi il lettore...