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il corpus SCRIPTA


esplorazioni verbali


invenzioni verbali


Dante Alighieri, Divina Commedia, 1321

concordanze di «ché»

nautoretestoannoconcordanza
1
1321
m'invita. ¶ Tu credi che nel petto onde la
2
1321
costa, ¶ e in quel che, forato da la lancia
3
1321
e poscia tanto sodisfece, ¶ che d'ogne colpa vince
4
1321
infuso ¶ da quel valor che l'uno e l
5
1321
dissi suso, ¶ quando narrai che non ebbe 'l secondo
6
1321
l secondo ¶ lo ben che ne la quinta luce
7
1321
centro in tondo. ¶ Ciò che non more e ciò
8
1321
non more e ciò che può morire ¶ non è
9
1321
splendor di quella idea ¶ che partorisce, amando, il nostro
10
1321
amando, il nostro Sire; ¶ ché quella viva luce che
11
1321
ché quella viva luce che sì mea ¶ dal suo
12
1321
mea ¶ dal suo lucente, che non si disuna ¶ da
13
1321
in atto, tanto divenendo, ¶ che più non fa che
14
1321
che più non fa che brevi contingenze; ¶ e queste
15
1321
intendo ¶ le cose generate, che produce ¶ con seme e
16
1321
l'arte ha man che trema. ¶ Però se 'l
17
1321
io commendo tua oppinïone, ¶ che l'umana natura mai
18
1321
perché paia ben ciò che non pare, ¶ pensa chi
19
1321
era, e la cagion che 'l mosse, ¶ quando fu
20
1321
Non ho parlato sì, che tu non posse ¶ ben
21
1321
ch'el fu re, che chiese senno ¶ acciò che
22
1321
che chiese senno ¶ acciò che re sufficïente fosse; ¶ non
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1321
sapere il numero in che enno ¶ li motor di
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1321
quel vedere impari ¶ in che lo stral di mia
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1321
solamente respetto ¶ ai regi, che son molti, e ' buon
26
1321
puote star con quel che credi ¶ del primo padre
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1321
sì e al no che tu non vedi: ¶ ché
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1321
che tu non vedi: ¶ ché quelli è tra li
29
1321
stolti bene a basso, ¶ che sanza distinzione afferma e
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1321
passo; ¶ perch' elli 'ncontra che più volte piega ¶ l
31
1321
intelletto lega. ¶ Vie più che 'ndarno da riva si
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1321
Arrio e quelli stolti ¶ che furon come spade a
33
1321
giudicar, sì come quei che stima ¶ le biade in
34
1321
biade in campo pria che sien mature; ¶ ch'i
35
1321
dentro al consiglio divino; ¶ ché quel può surgere, e
36
1321
Tommaso, ¶ per la similitudine che nacque ¶ del suo parlare
37
1321
rimane, dite come, poi ¶ che sarete visibili rifatti, ¶ esser
38
1321
a la fïata quei che vanno a rota ¶ levan
39
1321
e due e tre che sempre vive ¶ e regna
40
1321
esser tutta quanta; ¶ per che s'accrescerà ciò che
41
1321
che s'accrescerà ciò che ne dona ¶ di gratüito
42
1321
convene, ¶ crescer l'ardor che di quella s'accende
43
1321
accende, ¶ crescer lo raggio che da esso vene. ¶ Ma
44
1321
Ma sì come carbon che fiamma rende, ¶ e per
45
1321
candor quella soverchia, ¶ sì che la sua parvenza si
46
1321
difende; ¶ così questo folgór che già ne cerchia ¶ fia
47
1321
apparenza da la carne ¶ che tutto dì la terra
48
1321
potrà tanta luce affaticarne: ¶ ché li organi del corpo
49
1321
il nostro patrïarca; ¶ per che qual segue lui, com
50
1321
el comanda, ¶ discerner puoi che buone merce carca. ¶ Ma
51
1321
ch'esser non puote ¶ che per diversi salti non
52
1321
Ben son di quelle che temono 'l danno ¶ e
53
1321
ma son sì poche, ¶ che le cappe fornisce poco
54
1321
e vedra' il corrègger che argomenta ¶ "U' ben s
55
1321
a canto colse; ¶ canto che tanto vince nostre muse
56
1321
presaga, ¶ per lo patto che Dio con Noè puose
57
1321
Noè puose, ¶ del mondo che già mai più non
58
1321
l'intima rispuose. ¶ Poi che 'l tripudio e l
59
1321
occhi ch'al piacer che i move ¶ conviene insieme
60
1321
nove ¶ si mosse voce, che l'ago a la
61
1321
e cominciò: «L'amor che mi fa bella ¶ mi
62
1321
si favella. ¶ Degno è che, dov' è l'un
63
1321
altro s'induca: ¶ sì che, com' elli ad una
64
1321
L'essercito di Cristo, che sì caro ¶ costò a
65
1321
raro, ¶ quando lo 'mperador che sempre regna ¶ provide a
66
1321
le novelle fronde ¶ di che si vede Europa rivestire
67
1321
del grande scudo ¶ in che soggiace il leone e
68
1321
mente di viva vertute, ¶ che, ne la madre, lei
69
1321
lei fece profeta. ¶ Poi che le sponsalizie fuor compiute
70
1321
mutüa salute, ¶ la donna che per lui l'assenso
71
1321
come de l'agricola che Cristo ¶ elesse a l
72
1321
e famigliar di Cristo: ¶ ché 'l primo amor che
73
1321
ché 'l primo amor che 'n lui fu manifesto
74
1321
fu al primo consiglio che diè Cristo. ¶ Spesse fïate
75
1321
dottor si feo; ¶ tal che si mise a circüir
76
1321
a circüir la vigna ¶ che tosto imbianca, se 'l
77
1321
E a la sedia che fu già benigna ¶ più
78
1321
lei, ¶ ma per colui che siede, che traligna, ¶ non
79
1321
per colui che siede, che traligna, ¶ non dispensare o
80
1321
catolico si riga, ¶ sì che i suoi arbuscelli stan
81
1321
de la biga ¶ in che la Santa Chiesa si
82
1321
cortese. ¶ Ma l'orbita che fé la parte somma
83
1321
gromma. ¶ La sua famiglia, che si mosse dritta ¶ coi
84
1321
orme, è tanto volta, ¶ che quel dinanzi a quel
85
1321
il loglio ¶ si lagnerà che l'arca li sia
86
1321
di Bonaventura ¶ da Bagnoregio, che ne' grandi offici ¶ sempre
87
1321
e Augustin son quici, ¶ che fuor de' primi scalzi
88
1321
de' primi scalzi poverelli ¶ che nel capestro a Dio
89
1321
ferma rupe -, ¶ quindici stelle che 'n diverse plage ¶ lo
90
1321
avvivan di tanto sereno ¶ che soperchia de l'aere
91
1321
bocca di quel corno ¶ che si comincia in punta
92
1321
figliuola di Minoi ¶ allora che sentì di morte il
93
1321
amendue girarsi per maniera ¶ che l'uno andasse al
94
1321
de la doppia danza ¶ che circulava il punto dov
95
1321
si move il ciel che tutti li altri avanza
96
1321
poscia la luce in che mirabil vita ¶ del poverel
97
1321
da ballo sciolte, ¶ ma che s'arrestin tacite, ascoltando
98
1321
arrestin tacite, ascoltando ¶ fin che le nove note hanno
99
1321
accende ¶ verace amore e che poi cresce amando, ¶ multiplicato
100
1321
in te tanto resplende, ¶ che ti conduce su per
101
1321
s'infiora ¶ questa ghirlanda che 'ntorno vagheggia ¶ la bella
102
1321
de la santa greggia ¶ che Domenico mena per cammino
103
1321
non si vaneggia. ¶ Questi che m'è a destra
104
1321
del riso ¶ di Grazïan, che l'uno e l
105
1321
altro foro ¶ aiutò sì che piace in paradiso. ¶ L
106
1321
coro, ¶ quel Pietro fu che con la poverella ¶ offerse
107
1321
spira di tale amor, che tutto 'l mondo ¶ là
108
1321
profondo ¶ saver fu messo, che, se 'l vero è
109
1321
lume di quel cero ¶ che giù in carne più
110
1321
gode ¶ l'anima santa che 'l mondo fallace ¶ fa
111
1321
Beda e di Riccardo, ¶ che a considerar fu più
112
1321
a considerar fu più che viro. ¶ Questi onde a
113
1321
lume d'uno spirto che 'n pensieri ¶ gravi a
114
1321
luce etterna di Sigieri, ¶ che, leggendo nel Vico de
115
1321
veri». ¶ Indi, come orologio che ne chiami ¶ ne l
116
1321
chiami ¶ ne l'ora che la sposa di Dio
117
1321
sposo perché l'ami, ¶ che l'una parte e
118
1321
con sì dolce nota, ¶ che 'l ben disposto spirto
119
1321
riprende i suoi frati, ché pochi sono quelli che
120
1321
ché pochi sono quelli che '1 seguitino.] ¶ O insensata cura
121
1321
son difettivi silogismi ¶ quei che ti fanno in basso
122
1321
cotanto glorïosamente accolto. ¶ Poi che ciascuno fu tornato ne
123
1321
punto del cerchio in che avanti s'era, ¶ fermossi
124
1321
dentro a quella lumera ¶ che pria m'avea parlato
125
1321
dubbi, e hai voler che si ricerna ¶ in sì
126
1321
e qui è uopo che ben si distingua. ¶ La
127
1321
si distingua. ¶ La provedenza, che governa il mondo ¶ con
128
1321
creato è vinto pria che vada al fondo, ¶ però
129
1321
vada al fondo, ¶ però che andasse ver' lo suo
130
1321
ordinò in suo favore, ¶ che quinci e quindi le
131
1321
l'un dirò, però che d'amendue ¶ si dice
132
1321
Tupino e l'acqua che discende ¶ del colle eletto
133
1321
parole, ¶ non dica Ascesi, ché direbbe corto, ¶ ma Orïente
134
1321
gran virtute alcun conforto; ¶ ché per tal donna, giovinetto
135
1321
invito; ¶ né valse udir che la trovò sicura ¶ con
136
1321
costante né feroce, ¶ sì che, dove Maria rimase giuso
137
1321
di pensier santi; ¶ tanto che 'l venerabile Bernardo ¶ si
138
1321
e con quella famiglia ¶ che già legava l'umile
139
1321
a sua religïone. ¶ Poi che la gente poverella crebbe
140
1321
esto archimandrita. ¶ E poi che, per la sete del
141
1321
Cristo e li altri che 'l seguiro, ¶ e per
142
1321
prese l'ultimo sigillo, ¶ che le sue membra due
143
1321
più cara, ¶ e comandò che l'amassero a fede
144
1321
oramai qual fu colui che degno ¶ collega fu a
145
1321
io, «beato spirto, sì che nulla ¶ voglia di sé
146
1321
Dunque la voce tua, che 'l ciel trastulla ¶ sempre
147
1321
di quei fuochi pii ¶ che di sei ali facen
148
1321
La maggior valle in che l'acqua si spanda
149
1321
fuor di quel mar che la terra inghirlanda, ¶ tra
150
1321
sole ¶ tanto sen va, che fa meridïano ¶ là dove
151
1321
tra Ebro e Macra, che per cammin corto ¶ parte
152
1321
terra ond' io fui, ¶ che fé del sangue suo
153
1321
io fe' di lui; ¶ ché più non arse la
154
1321
Creusa, ¶ di me, infin che si convenne al pelo
155
1321
pelo; ¶ né quella Rodopëa che delusa ¶ fu da Demofoonte
156
1321
discernesi 'l bene ¶ per che 'l mondo di sù
157
1321
voglie piene ¶ ten porti che son nate in questa
158
1321
è in questa lumera ¶ che qui appresso me così
159
1321
acqua mera. ¶ Or sappi che là entro si tranquilla
160
1321
l'ombra s'appunta ¶ che 'l vostro mondo face
161
1321
de l'alta vittoria ¶ che s'acquistò con l
162
1321
su la Terra Santa, ¶ che poco tocca al papa
163
1321
memoria. ¶ La tua città, che di colui è pianta
164
1321
di colui è pianta ¶ che pria volse le spalle
165
1321
e li agni, ¶ però che fatto ha lupo del
166
1321
Decretali ¶ si studia, sì che pare a' lor vivagni
167
1321
parti elette ¶ di Roma che son state cimitero ¶ a
168
1321
cimitero ¶ a la milizia che Pietro seguette, ¶ tosto libere
169
1321
Figlio con l'Amore ¶ che l'uno e l
170
1321
arte ¶ di quel maestro che dentro a sé l
171
1321
sé l'ama, ¶ tanto che mai da lei l
172
1321
dirama ¶ l'oblico cerchio che i pianeti porta, ¶ per
173
1321
per sodisfare al mondo che li chiama. ¶ Che se
174
1321
mondo che li chiama. ¶ Che se la strada lor
175
1321
dietro pensando a ciò che si preliba, ¶ s'esser
176
1321
vuoi lieto assai prima che stanco. ¶ Messo t'ho
177
1321
per te ti ciba; ¶ ché a sé torce tutta
178
1321
maggior de la natura, ¶ che del valor del ciel
179
1321
misura, ¶ con quella parte che sù si rammenta ¶ congiunto
180
1321
per le spire ¶ in che più tosto ognora s
181
1321
venire. ¶ È Bëatrice quella che sì scorge ¶ di bene
182
1321
in meglio, sì subitamente ¶ che l'atto suo per
183
1321
chiami, ¶ sì nol direi che mai s'imaginasse; ¶ ma
184
1321
altezza, non è maraviglia; ¶ ché sopra 'l sol non
185
1321
de l'alto Padre, che sempre la sazia, ¶ mostrando
186
1321
in lui si mise, ¶ che Bëatrice eclissò ne l
187
1321
sì se ne rise, ¶ che lo splendor de li
188
1321
più dolci in voce che in vista lucenti: ¶ così
189
1321
aere è pregno, ¶ sì che ritenga il fil che
190
1321
che ritenga il fil che fa la zona. ¶ Ne
191
1321
care e belle ¶ tanto che non si posson trar
192
1321
non s'impenna sì che là sù voli, ¶ dal
193
1321
pogna. ¶ La sua natura, che di larga parca ¶ discese
194
1321
mestier di tal milizia ¶ che non curasse di mettere
195
1321
Però ch'i' credo che l'alta letizia ¶ che
196
1321
che l'alta letizia ¶ che 'l tuo parlar m
197
1321
mi fa chiaro, ¶ poi che, parlando, a dubitar m
198
1321
un vero, a quel che tu dimandi ¶ terrai lo
199
1321
lo dosso. ¶ Lo ben che tutto il regno che
200
1321
che tutto il regno che tu scandi ¶ volge e
201
1321
la lor salute: ¶ per che quantunque quest' arco saetta
202
1321
non fosse, il ciel che tu cammine ¶ producerebbe sì
203
1321
sì li suoi effetti, ¶ che non sarebbero arti, ma
204
1321
può, se li 'ntelletti ¶ che muovon queste stelle non
205
1321
e manco il primo, che non li ha perfetti
206
1321
ha perfetti. ¶ Vuo' tu che questo ver più ti
207
1321
E io: «Non già; ché impossibil veggio ¶ che la
208
1321
già; ché impossibil veggio ¶ che la natura, in quel
209
1321
Melchisedèch e altro quello ¶ che, volando per l'aere
210
1321
da sì vil padre, che si rende a Marte
211
1321
proveder divino. ¶ Or quel che t'era dietro t
212
1321
davanti: ¶ ma perché sappi che di te mi giova
213
1321
giova, ¶ un corollario voglio che t'ammanti. ¶ Sempre natura
214
1321
ponesse mente ¶ al fondamento che natura pone, ¶ seguendo lui
215
1321
a la religïone ¶ tal che fia nato a cignersi
216
1321
parla Folco di Marsilia che fue vescovo d'essa
217
1321
d'essa.] ¶ Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza
218
1321
mi narrò li 'nganni ¶ che ricever dovea la sua
219
1321
posso dir se non che pianto ¶ giusto verrà di
220
1321
s'era al Sol che la rïempie ¶ come quel
221
1321
ingannate e fatture empie, ¶ che da sì fatto ben
222
1321
penso!». ¶ Onde la luce che m'era ancor nova
223
1321
la terra prava ¶ italica che siede tra Rïalto ¶ e
224
1321
scese già una facella ¶ che fece a la contrada
225
1321
e non mi noia; ¶ che parria forse forte al
226
1321
gioia ¶ del nostro cielo che più m'è propinqua
227
1321
fama rimase; e pria che moia, ¶ questo centesimo anno
228
1321
pensa la turba presente ¶ che Tagliamento e Adice richiude
229
1321
pente; ¶ ma tosto fia che Padova al palude ¶ cangerà
230
1321
palude ¶ cangerà l'acqua che Vincenza bagna, ¶ per essere
231
1321
con la testa alta, ¶ che già per lui carpir
232
1321
l'empio suo pastor, che sarà sconcia ¶ sì, che
233
1321
che sarà sconcia ¶ sì, che per simil non s
234
1321
sarebbe larga la bigoncia ¶ che ricevesse il sangue ferrarese
235
1321
a oncia a oncia, ¶ che donerà questo prete cortese
236
1321
noi Dio giudicante; ¶ sì che questi parlar ne paion
237
1321
tacette; e fecemi sembiante ¶ che fosse ad altro volta
238
1321
per la rota ¶ in che si mise com' era
239
1321
davante. ¶ L'altra letizia, che m'era già nota
240
1321
qual fin balasso in che lo sol percuota. ¶ Per
241
1321
sbandita ¶ di paradiso, però che si torse ¶ da via
242
1321
vita. ¶ La pena dunque che la croce porse ¶ s
243
1321
guardando a la persona che sofferse, ¶ in che era
244
1321
persona che sofferse, ¶ in che era contratta tal natura
245
1321
forte, ¶ quando si dice che giusta vendetta ¶ poscia vengiata
246
1321
degno. ¶ La divina bontà, che da sé sperne ¶ ogne
247
1321
in sé, sfavilla ¶ sì che dispiega le bellezze etterne
248
1321
le bellezze etterne. ¶ Ciò che da lei sanza mezzo
249
1321
quand' ella sigilla. ¶ Ciò che da essa sanza mezzo
250
1321
però più le piace; ¶ ché l'ardor santo ch
251
1321
di sua nobilità convien che caggia. ¶ Solo il peccato
252
1321
il peccato è quel che la disfranca ¶ e falla
253
1321
al sommo bene, ¶ per che del lume suo poco
254
1321
di questi guadi: ¶ o che Dio solo per sua
255
1321
cortesia ¶ dimesso avesse, o che l'uom per sé
256
1321
è la cagion per che l'uom fue ¶ da
257
1321
uscita, ¶ la divina bontà che 'l mondo imprenta, ¶ di
258
1321
altra, fu o fie: ¶ ché più largo fu Dio
259
1321
uom sufficiente a rilevarsi, ¶ che s'elli avesse sol
260
1321
pur furon creature; ¶ per che, se ciò ch'è
261
1321
intero; ¶ ma li alimenti che tu hai nomati ¶ e
262
1321
nomati ¶ e quelle cose che di lor si fanno
263
1321
informante ¶ in queste stelle che 'ntorno a lor vanno
264
1321
innamora ¶ di sé sì che poi sempre la disira
265
1321
umana carne fessi allora ¶ che li primi parenti intrambo
266
1321
mondo in suo periclo ¶ che la bella Ciprigna il
267
1321
nel terzo epiciclo; ¶ per che non pur a lei
268
1321
vocabol de la stella ¶ che 'l sol vagheggia or
269
1321
o no, tanto festini, ¶ che non paressero impediti e
270
1321
e dentro a quei che più innanzi appariro ¶ sonava
271
1321
appariro ¶ sonava 'Osanna' sì, che unque poi ¶ di rïudir
272
1321
mondo già dicesti: ¶ 'Voi che 'ntendendo il terzo ciel
273
1321
sì pien d'amor, che, per piacerti, ¶ non fia
274
1321
poco di quïete». ¶ Poscia che li occhi miei si
275
1321
rivolsersi a la luce che promessa ¶ tanto s'avea
276
1321
piùe ¶ per allegrezza nova che s'accrebbe, ¶ quando parlai
277
1321
molto sarà di mal, che non sarebbe. ¶ La mia
278
1321
mi ti tien celato ¶ che mi raggia dintorno e
279
1321
e avesti ben onde; ¶ che s'io fossi giù
280
1321
mio amor più oltre che le fronde. ¶ Quella sinistra
281
1321
fronde. ¶ Quella sinistra riva che si lava ¶ di Rodano
282
1321
quel corno d'Ausonia che s'imborga ¶ di Bari
283
1321
corona ¶ di quella terra che 'l Danubio riga ¶ poi
284
1321
l Danubio riga ¶ poi che le ripe tedesche abbandona
285
1321
E la bella Trinacria, che caliga ¶ tra Pachino e
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Peloro, sopra 'l golfo ¶ che riceve da Euro maggior
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Ridolfo, ¶ se mala segnoria, che sempre accora ¶ li popoli
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perché non li offendesse; ¶ ché veramente proveder bisogna ¶ per
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letizia ¶ nel folgór chiaro che di lei uscia. ¶ Pensa
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Pensa, lettor, se quel che qui s'inizia ¶ non
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etternal concede grazia ¶ prima che la milizia s'abbandoni
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s'abbandoni, ¶ del lume che per tutto il ciel
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nel proprio lume, e che de li occhi il
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grado de la spera ¶ che si vela a' mortai
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diritto a la lumera ¶ che pria m'avea parlato
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Sì come il sol che si cela elli stessi
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mi rispuose ¶ nel modo che 'l seguente canto canta
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Berlinghieri di Proenza.] ¶ «Poscia che Costantin l'aquila volse
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dietro a l'antico che Lavina tolse, ¶ cento e
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fui e son Iustinïano, ¶ che, per voler del primo
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ma 'l benedetto Agapito, che fue ¶ sommo pastore, a
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li credetti; e ciò che 'n sua fede era
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falsa e vera. ¶ Tosto che con la Chiesa mossi
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ciel fu sì congiunta, ¶ che segno fu ch'i
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cominciò da l'ora ¶ che Pallante morì per darli
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oltre, infino al fine ¶ che i tre a' tre
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onde Torquato e Quinzio, che dal cirro ¶ negletto fu
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Fabi ¶ ebber la fama che volontier mirro. ¶ Esso atterrò
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orgoglio de li Aràbi ¶ che di retro ad Anibale
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alpestre rocce, Po, di che tu labi. ¶ Sott' esso
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Poi, presso al tempo che tutto 'l ciel volle
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il tolle. ¶ E quel che fé da Varo infino
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Rodano è pieno. ¶ Quel che fé poi ch'elli
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fu di tal volo, ¶ che nol seguiteria lingua né
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pompeana tuba. ¶ Di quel che fé col baiulo seguente
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ancor la trista Cleopatra, ¶ che, fuggendoli innanzi, dal colubro
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mondo in tanta pace, ¶ che fu serrato a Giano
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suo delubro. ¶ Ma ciò che 'l segno che parlar
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ciò che 'l segno che parlar mi face ¶ fatto
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e con affetto puro; ¶ ché la viva giustizia che
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ché la viva giustizia che mi spira, ¶ li concedette
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e di lor falli, ¶ che son cagion di tutti
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arte ¶ sott' altro segno, ché mal segue quello ¶ sempre
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e non si creda ¶ che Dio trasmuti l'armi
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d'i buoni spirti che son stati attivi ¶ perché
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sì disvïando, pur convien che i raggi ¶ del vero
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noi l'affetto sì, che non si puote ¶ torcer
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gradita. ¶ Ma i Provenzai che fecer contra lui ¶ non
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ragione a questo giusto, ¶ che li assegnò sette e
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a la mia donna ¶ che mi diseta con le
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stille'. ¶ Ma quella reverenza che s'indonna ¶ di tutto
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d'un riso ¶ tal, che nel foco faria l
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mente; ¶ e tu ascolta, ché le mie parole ¶ di
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soffrire a la virtù che vole ¶ freno a suo
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suo prode, quell' uom che non nacque, ¶ dannando sé
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piacque ¶ u' la natura, che dal suo fattore ¶ s
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è l'argomento casso ¶ che t'avria fatto noia
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a li occhi, tal che per te stesso ¶ non
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potesti da Piccarda udire ¶ che l'affezion del vel
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fïate già, frate, addivenne ¶ che, per fuggir periglio, contra
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si fé di quel che far non si convenne
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si convenne; ¶ come Almeone, che, di ciò pregato ¶ dal
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A questo punto voglio che tu pense ¶ che la
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voglio che tu pense ¶ che la forza al voler
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mischia, e fanno ¶ sì che scusar non si posson
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de l'altra; sì che ver diciamo insieme». ¶ Cotal
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inonda ¶ e scalda sì, che più e più m
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affezion mia tanto profonda, ¶ che basti a render voi
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per grazia; ¶ ma quei che vede e puote a
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risponda. ¶ Io veggio ben che già mai non si
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fera in lustra, ¶ tosto che giunto l'ha; e
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d'un'altra verità che m'è oscura. ¶ Io
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d'amor così divini, ¶ che, vinta, mia virtute diè
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di là dal modo che 'n terra si vede
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terra si vede, ¶ sì che del viso tuo vinco
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valore, ¶ non ti maravigliar, ché ciò procede ¶ da perfetto
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procede ¶ da perfetto veder, che, come apprende, ¶ così nel
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tuo l'etterna luce, ¶ che, vista, sola e sempre
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alcun vestigio, ¶ mal conosciuto, che quivi traluce. ¶ Tu vuo
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si può render tanto ¶ che l'anima sicuri di
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e sì com' uom che suo parlar non spezza
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santo: ¶ «Lo maggior don che Dio per sua larghezza
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volontà la libertate; ¶ di che le creature intelligenti, ¶ e
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1321
s'è sì fatto ¶ che Dio consenta quando tu
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consenta quando tu consenti; ¶ ché, nel fermar tra Dio
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col suo atto. ¶ Dunque che render puossi per ristoro
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Chiesa in ciò dispensa, ¶ che par contra lo ver
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poco a mensa, ¶ però che 'l cibo rigido c
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paleso ¶ e fermalvi entro; ché non fa scïenza, ¶ sanza
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una è quella ¶ di che si fa; l'altr
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saver dei. ¶ L'altra, che per materia t'è
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puote ben esser tal, che non si falla ¶ se
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pesa ¶ per suo valor che tragga ogne bilancia, ¶ sodisfar
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convenia dicer 'Mal feci', ¶ che, servando, far peggio; e
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pastor de la Chiesa che vi guida; ¶ questo vi
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1321
non pecore matte, ¶ sì che 'l Giudeo di voi
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Non fate com' agnel che lascia il latte ¶ de
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al mio cupido ingegno, ¶ che già nuove questioni avea
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e sì come saetta che nel segno ¶ percuote pria
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nel segno ¶ percuote pria che sia la corda queta
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quel ciel si mise, ¶ che più lucente se ne
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qual mi fec' io che pur da mia natura
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i pesci a ciò che vien di fori ¶ per
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di fori ¶ per modo che lo stimin lor pastura
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vostri risplende non so che divino ¶ che vi trasmuta
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non so che divino ¶ che vi trasmuta da' primi
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or m'aiuta ciò che tu mi dici, ¶ sì
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tu mi dici, ¶ sì che raffigurar m'è più
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latino. ¶ Ma dimmi: voi che siete qui felici, ¶ disiderate
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quïeta ¶ virtù di carità, che fa volerne ¶ sol quel
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dal voler di colui che qui ne cerne; ¶ che
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che qui ne cerne; ¶ che vedrai non capere in
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nostre voglie stesse; ¶ sì che, come noi sem di
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com' a lo re che 'n suo voler ne
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ch'ella crïa o che natura face». ¶ Chiaro mi
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rimane ancor la gola, ¶ che quel si chere e
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ch'ogne voto accetta ¶ che caritate a suo piacer
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E quest' altro splendor che ti si mostra ¶ da
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mia destra parte e che s'accende ¶ di tutto
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sacre bende. ¶ Ma poi che pur al mondo fu
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de la gran Costanza ¶ che del secondo vento di
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grave. ¶ La vista mia, che tanto lei seguio ¶ quanto
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quanto possibil fu, poi che la perse, ¶ volsesi al
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nel mïo sguardo ¶ sì che da prima il viso
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si morria di fame, ¶ che liber' omo l'un
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intra due dame: ¶ per che, s'i' mi tacea
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ello, ¶ più caldo assai che per parlar distinto. ¶ Fé
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Nabuccodonosor levando d'ira, ¶ che l'avea fatto ingiustamente
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e altro disio, sì che tua cura ¶ sé stessa
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sé stessa lega sì che fuor non spira. ¶ Tu
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Queste son le question che nel tuo velle ¶ pontano
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però pria ¶ tratterò quella che più ha di felle
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D'i Serafin colui che più s'india, ¶ Moïsè
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Samuel, e quel Giovanni ¶ che prender vuoli, io dico
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cielo i loro scanni ¶ che questi spirti che mo
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scanni ¶ che questi spirti che mo t'appariro, ¶ né
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al vostro ingegno, ¶ però che solo da sensato apprende
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da sensato apprende ¶ ciò che fa poscia d'intelletto
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rappresenta, ¶ e l'altro che Tobia rifece sano. ¶ Quel
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1321
Tobia rifece sano. ¶ Quel che Timeo de l'anime
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è simile a ciò che qui si vede, ¶ però
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qui si vede, ¶ però che, come dice, par che
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1321
che, come dice, par che senta. ¶ Dice che l
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par che senta. ¶ Dice che l'alma a la
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1321
è d'altra guisa ¶ che la voce non suona
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il mondo quasi, sì che Giove, ¶ Mercurio e Marte
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trascorse. ¶ L'altra dubitazion che ti commove ¶ ha men
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ha men velen, però che sua malizia ¶ non ti
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vïolenza è quando quel che pate ¶ nïente conferisce a
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nïente conferisce a quel che sforza, ¶ non fuor quest
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alme per essa scusate: ¶ ché volontà, se non vuol
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vïolenza il torza. ¶ Per che, s'ella si piega
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l'Orse. ¶ Voialtri pochi che drizzaste il collo ¶ per
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dinanzi a l'acqua che ritorna equale. ¶ Que' glorïosi
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ritorna equale. ¶ Que' glorïosi che passaro al Colco ¶ non
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Dio grata», mi disse, ¶ «che n'ha congiunti con
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stella». ¶ Parev' a me che nube ne coprisse ¶ lucida
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e pulita, ¶ quasi adamante che lo sol ferisse. ¶ Per
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veder quella essenza in che si vede ¶ come nostra
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Lì si vedrà ciò che tenem per fede, ¶ non
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guisa del ver primo che l'uom crede. ¶ Io
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ha remoto. ¶ Ma ditemi: che son li segni bui
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bui ¶ di questo corpo, che là giuso in terra
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dietro ai sensi ¶ vedi che la ragione ha corte
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ali. ¶ Ma dimmi quel che tu da te ne
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pensi». ¶ E io: «Ciò che n'appar qua sù
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qua sù diverso ¶ credo che fanno i corpi rari
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di quel bruno ¶ cagion che tu dimandi, o d
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parere. ¶ S'elli è che questo raro non trapassi
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ivi lo raggio più che in altre parti, ¶ per
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Rivolto ad essi, fa che dopo il dosso ¶ ti
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ti stea un lume che i tre specchi accenda
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da tutti ripercosso. ¶ Ben che nel quanto tanto non
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di luce sì vivace, ¶ che ti tremolerà nel suo
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varie differenze ¶ le distinzion che dentro da sé hanno
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di grado in grado, ¶ che di sù prendono e
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questo loco al vero che disiri, ¶ sì che poi
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vero che disiri, ¶ sì che poi sappi sol tener
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da' beati motor convien che spiri; ¶ e 'l ciel
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de la mente profonda che lui volve ¶ prende l
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1321
Da essa vien ciò che da luce a luce
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essa è formal principio che produce, ¶ conforme a sua
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e di certi spiriti che appariro in esso; e
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cioè se li spiriti che sono in cielo di
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elli siano.] ¶ Quel sol che pria d'amor mi
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erto; ¶ ma visïone apparve che ritenne ¶ a sé me
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tanto stretto, per vedersi, ¶ che di mia confession non
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1321
tranquille, ¶ non sì profonde che i fondi sien persi
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1321
le postille ¶ debili sì, che perla in bianca fronte
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1321
de la dolce guida, ¶ che, sorridendo, ardea ne li
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vere sustanze son ciò che tu vedi, ¶ qui rilegate
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e odi e credi; ¶ ché la verace luce che
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ché la verace luce che le appaga ¶ da sé
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io a l'ombra che parea più vaga ¶ di
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O ben creato spirito, che a' rai ¶ di vita
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etterna la dolcezza senti ¶ che, non gustata, non s
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se non come quella ¶ che vuol simile a sé
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ch'i' son Piccarda, ¶ che, posta qui con questi
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tarda. ¶ Li nostri affetti, che solo infiammati ¶ son nel
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formati. ¶ E questa sorte che par giù cotanto, ¶ però
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come cera da suggello, ¶ che la figura impressa non
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vostra parola disïata vola, ¶ che più la perde quanto
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da terra il ciel che più alto festina». ¶ Ond
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voi, ¶ né honne coscïenza che rimorda». ¶ «E se tu
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il cerchio di merigge, ¶ che qua e là, come
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de la gente umana, ¶ che acqua è questa che
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che acqua è questa che qui si dispiega ¶ da
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mi fu: «Priega ¶ Matelda che 'l ti dica». E
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me; e son sicura ¶ che l'acqua di Letè
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Bëatrice: «Forse maggior cura, ¶ che spesse volte la memoria
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oscura. ¶ Ma vedi Eünoè che là diriva: ¶ menalo ad
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ravviva». ¶ Come anima gentil, che non fa scusa, ¶ ma
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la voglia altrui ¶ tosto che è per segno fuor
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fuor dischiusa; ¶ così, poi che da essa preso fui
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parte ¶ lo dolce ber che mai non m'avria
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La gloria di colui che tutto move ¶ per l
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meno altrove. ¶ Nel ciel che più de la sua
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io, e vidi cose che ridire ¶ né sa né
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intelletto si profonda tanto, ¶ che dietro la memoria non
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mi ti presti ¶ tanto che l'ombra del beato