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La mia passione per la tecnologia informatica

Qualche data, qualche nome

Lo sviluppo dell'informatica personale prende l'avvio tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso. Il Commodore PET, per esempio, venne presentato nel 1977, e così anche l'Apple II (dell'Apple I non è neanche il caso di parlare). L'Olivetti M20 e l'IBM PC uscirono invece nel 1982, a distanza di pochi mesi.

Tutte queste macchine, però, che oggi commuovono per la loro irrisoria potenza di calcolo, erano comunque destinate a un mercato professionale, prima ancora che personale.

Chi voleva entrare personalmente nell'ambito dell'informatica personale, per un piacere intellettuale, prima ancora che per un interesse economico, doveva accontentarsi di versioni più modeste di quelle stesse macchine, che si chiamavano Sinclair ZX-80 (dotata del microprocessore Intel 8080) e Commodore VIC-20 (dotata del MOS 6502) e che, come spesso succede in questi casi, crearono due irriducibili fazioni antagoniste che giuravano sulla superiorità della prima rispetto alla seconda, e naturalmente viceversa.

Natale 1982, Commodore VIC-20

Io appartenni subito, e senza tentennamenti, alla fazione del Commodore VIC-20, che acquistai a rate per il Natale del 1982, pagandolo 753 mila lire - se non ricordo male.

Gli appassionati, comunque, sia che appartenessero a una fazione (ZX-80) oppure all'altra (VIC-20), erano tutti accomunati dalla necessità, talvolta davvero gravosa, di occuparsi di qualsiasi aspetto della macchina che avevano acquistato un po' alla cieca, perché la documentazione tecnica era quasi inesistente. Li appagava molto, però, il grande piacere di conoscerne un poco per volta quasi ogni dettaglio, una cosa che oggi appare inconcepibile.

Natale 1983, Commodore 64

Durante l'arcaico e inebriante decennio degli anni Ottanta, nel corso del quale passai dal Commodore VIC-20 al Commodore 64 e poi all'Apple IIc (tre computer intrinsecamente abbastanza simili), era infatti possibile conoscere in maniera soddisfacente l'architettura e il sistema operativo della macchina, e capitava anche di mettere mano direttamente alle istruzioni del microprocessore (nel mio caso si trattò del glorioso MOS 6502).

Ma in quegli anni non era neanche un fatto eccezionale scrivere un programma grafico per studiare le funzioni matematiche (il mio si chiamava «Cartesio 1»), sviluppare una applicazione di videoscrittura («Testo 64») e addirittura cimentarsi con il progetto di una rudimentale base di dati STILL», poi «Lista 64») senza essere, per queste ragioni, dei geni di levatura leonardesca.

Per ottenere tutto questo non si poteva però cercare aiuto in rete, bisognava ricorrere ai pochi manuali disponibili, alle riviste di informatica (prima fra tutte MC-microcomputer), e a tanto, ma proprio tanto, caffè.

Agosto 1991, arriva l'internet (e io rimango alla finestra)

L'internet è arrivata un bel po' di tempo dopo, almeno dieci anni, se si pensa che la data canonica di nascita del WEB è considerata il 6 agosto 1991, ma in pratica va posticipata almeno al 1995, secondo il mio parere, l'anno in cui venne distribuito il navigatore Internet Explorer di Microsoft, che può essere considerato simbolicamente il momento di avvio della telematica di massa.

In quegli anni il periodo eroico dell'informatica personale era passato da un po' ed io, pur continuando a occuparmene attivamente, non avevo acquisito molte conoscenze tecniche sulla rete che nel frattempo, come tutti sanno, stava letteralmente dilagando.

È ovvio che mi stuzzicava parecchio l'idea di applicarmi anch'io alla telematica, così come avevo già fatto con l'informatica, ma c'era una domanda che mi tormentava: che cosa avrei dovuto mettere nel mio personale sito?

Maggio 2012, SCRIPTA

Ero trattenuto dal timore di finire anch'io nel discutibile novero di coloro che si affacciano sull'internet per parlare del proprio micio o per diffondere immagini e opinioni personali di una scabrosa irrilevanza.

Poi sono approdato a SCRIPTA.

All'inizio era solo un piccolo esperimento privato di ricerca lessicale, ma poco per volta il progetto è cresciuto e mi ha fatto pensare che, oltre a me, anche qualcun altro avrebbe potuto trovarvi qualcosa di interessante. Allora ho cercato di colmare le mie lacune tecniche in materia di telematica e ho rotto gli indugi: il 7 maggio 2012 ho registrato il dominio parolescritte.it, per dare visibilità a SCRIPTA, e l'ho messo in linea.

Su quest'ultima intrepida decisione, e su qualsiasi altro argomento legato ad essa, raccolgo volentieri commenti all'indirizzo: