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Bibliografia dei giornali lombardi satirici e umoristici

108. LA CICALA POLITICA
sottotitolo
Giornale umoristico con caricature.
luogo
Milano.
durata
27 novembre 1859 (a. I, n. 1) - 20 aprile 1865 (a. VI, n. 32*).
periodicità
Settimanale; poi: bisettimanale.
editore
Nessuno; poi: Luigi Rossetti; poi: editore-litografo.
gerente
Eliseo Borroni; poi: Giacomo Alberti; poi: redattore responsabile; poi: gerente responsabile; poi: Gaetano Bozza, gerente provvisorio.
stampatore
Milano, Tipografia Borroni; poi: Tipografia G. Alberti e C.; poi: Tipografia di G. Bozza.
pagine
4.
formato
36x26 cm.
prezzo
Da 10 centesimi a 15 centesimi.
abbonamento
Da 10 centesimi a 15 centesimi.

Uscito in un momento cruciale della storia d'Italia (la seconda guerra d'indipendenza) questo giornale rappresenta un formidabile commentario illustrato delle vicende politiche e militari che portarono alla costituzione del regno d'Italia. «La Cicala politica», infatti, pubblicava regolarmente nelle due pagine centrali numerose e ottime litografie nelle quali, naturalmente, tutta la vena satirica era profusa nel sostenere, senza molte distinzioni politiche, la causa dell'indipendenza.
Finita la guerra, il giornale rivolse la propria mordacia satirica contro gli austriaci e il clero, colpevoli di contendere all'Italia (auspice anche Napoleone III) il Veneto e Roma. Del 18 febbraio 1864, per esempio, è un formidabile proclama dedicato agli abusi in materia di religione ed emanato dalla massima autorità competente:

Di sua piena autorità
La Divina Trinità,
Padre, Figlio e Spirito;

Per la gloria del Vangelo,
Dai pinnacoli del Cielo
Ha deciso unanime: -

Sacerdoti ammessi in coro
Non saran fuorché coloro
I quali dimostrino:

Che la leva è andata bene
Che la chierica non tiene
A truffar l'esercito.

Sono esclusi dagli altari
Quei che puzzano d'avari,
O sanno di prodighi;

Sono esclusi i brontoloni,
Gli storditi, i fannulloni,
E quelli che trincano;

Sono esclusi i faccendieri
(Per lo più questi messeri
Anche in cielo ingombrano).

Un buon prete finalmente
Ha da stare onestamente
In piazza e sul pulpito.

Circa poi l'incontinenza,
Dimostrò l'esperienza
Che molti scappucciano.

Di stupir non v'ha ragione:
C'è cascato Salomone,
C'è cascato Davide!

E poiché per tórre il tedio
Troppo barbaro è il rimedio
Di santo Cristoforo,

È per legge comandato
Che ogni prete abbia d'allato
Un tocco di moglie. [...]

I conventi e i monasteri
Serviranno da quartieri
O da manicomii.

I fratelli di Gesù
Anderanno nel Perù,
Od in California.

Tutti gli ordini di suore,
Bianche, grigie, verdi o more,
A tempo o perpetue,

Messo il soggolo d'allato,
Gabberanno il celibato,
Ajutando il secolo. [...]

I potenti della terra,
Che giurato hanno la guerra
Ai forti e ai liberi,

Lo ricordino una volta,
Che è bestemmia iniqua e stolta
II cielo far complice.

Fatto e impresso col suggello
In figura dell'Agnello,
More e loco solito.

Sottoscritti, un l'altro accanto,
Padre, Figlio e Spirto Santo
Pietro, segretario.


Questa vena anticlericale si sostanziava naturalmente anche di straripanti prelati, nonché legnosi tedeschi, che ingombravano le litografie delle due pagine centrali. La firma più ricorrente delle illustrazioni era quella di Don Pacifico (Camillo Cima), mentre per i testi si può nominare, fra i tanti, Pinzo (ancora Camillo Cima), Marco, Momo, Pungolino, Tullio.

bibliografia
Francesco Cazzamini Mussi, Il giornalismo a Milano dal 1848 al 1900, Como, 1935; Otto Cima, Mezzo secolo di caricatura milanese. (1860-1910), Milano, 1928; Giuseppe Farinelli (a cura di), La pubblicistica nel periodo della scapigliatura, Milano, 1984; Enrico Gianeri (Gec), Storia della caricatura, Milano, 1959; Carlo Alberto Petrucci, La caricatura italiana dell'Ottocento, Roma, 1954.
raccolte
Biblioteca nazionale Braidense - Milano.