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Bibliografia dei giornali lombardi satirici e umoristici

269. MEFISTOFELE
sottotitolo
Giornale satirico-umoristico settimanale.
luogo
Milano.
durata
17 dicembre 1865 (a. I, n. 1) - 20 maggio 1866 (a. I, n. 23*).
periodicità
Settimanale.
editore
Società artistico-letteraria editrice.
direttore
F. Garbini.
gerente
Giacomo Casati.
stampatore
Tipografia di A. Gattinoni.
pagine
8 + 4 di copertina.
formato
44x31 cm.
abbonamento
24 lire.

Superbo giornale umoristico equamente dedito allo spirito e alla satira. Organizzò, dopo aver lanciato un "proclama incendiario", il Carnevalone milanese del 1866, sostenendo l'iniziativa con articoli e vignette, e pubblicando perfino una lunga lista dei sottoscrittori alla tipica festività meneghina.
Fu anticlericale, antiparruccone (ripetute le frecciate a Cesare Cantù) e, naturalmente, fieramente patriottico. Approssimandosi il confronto militare con l'Austria, moltiplicò gli articoli bellicosi e le vignette avvelenate: "Dopo aver fatto una dimostrazione di Diritto Universale," - domanda il professore universitario allo studente - "sapreste addurre il miglior argomento per sostenerlo? Ecco, signor professore", risponde lo studente mostrando una baionetta.
Una particolare antipatia «Mefistofele» mostrava di nutrire nei confronti della cosiddetta "stampa seria", della quale rivelava implacabilmente tutte le sciocchezze e gli svarioni, radunati nella rubrica Amenità giornalistiche. Vibrò il colpo di grazia in un articolo dedicato alla quarta pagina di molti quotidiani e settimanali i quali, dopo aver dato prova di supponente moralismo nelle prime tre pagine, consentivano che nell'ultima si facesse eco ai più inconfessabili commerci.

Fatta astrazione dai pochi avvisi commerciali decenti ed onesti, ai quali non sarebbe certo da negarsi il beneficio della pubblicità, cosa troviamo infatti nelle quete pagine?
Vi troviamo degli annunci che possono, per maggiore chiarezza dividersi in quattro categorie:
1.°- Rimedi contro le malattie veneree, e medici per curarle;
2.°- Libri scandalosi, sonnambule, gabole del lotto, tempietti di Venere, biblioteche galanti;
3.°- Rimedi contro le infermità derivanti dall'abuso dei piaceri, trattati sempre completi di medici famosi per riparare a tali abusi, balsami, goccie, pillole, ecc. ecc., per riacquistare le facoltà generatici [sic];
4.°- Tinture per capelli, dentiere meccaniche, cinti elastici, tignoni e treccie, che si chiamavano una volta parrucche, polveri ed essenze per togliere le rughe dalla pelle, acqua per far diventar giovani, e un'infinita quantità di cosmetici tutti dotati di virtù speciali ed infallibili.
Chi dunque volesse farsi un'idea esatta della nostra società, deducendola dall'esame di queste categorie, verrebbe necessariamente a concludere che essa è:
Nel primo caso: un riparto sifilitico dell'ospitale.
Nel secondo: una massa d'individui ignoranti, cretini, inonesti e corrotti.
Nel terzo e nel quarto: un branco di gente consumata dall'orgie e dagli abusi, una generazione slombata, decrepita e viziosa, che ha bisogno dei balsami per riparare alla propria debolezza, che ha bisogno della polvere, delle tinture e dei denti posticci per fabbricarsi una maschera con cui nascondere al mondo le proprie sregolatezze.


Fra le altre rubriche, si segnala: Sogghigni e smorfie, Rivista politica, Notizie e Carote e Bollettino teatrale. Le firme erano di V. Bignami, F. Garbini, G. Orgitano, Giulio Gorra.
Il giornale era riccamente e magistralmente illustrato con litografie firmate da V. Bignami, Bouvier, Vespa, G. Gorra, Giulio, Don Ciccio. Le illustrazioni erano essenzialmente di due tipi: grandi tavole a tutta pagina, che davano sostanza a brevi battute come quella ricordata prima sulla guerra d'indipendenza contro l'Austria; oppure piccole e nervose vignette, nelle quali veniva intercalato un testo, in modo tale che fosse possibile seguire due percorsi paralleli e comunicanti di lettura dagli esiti spesso irresistibili.

bibliografia
Enrico Gianeri (Gec), Storia della caricatura, Milano, 1959.
raccolte
Biblioteca nazionale Braidense - Milano.