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Bibliografia dei giornali lombardi satirici e umoristici

404. SATANA
Non è infrequente il caso di vedere citato questo periodico col titolo «Satana Beffa» oppure «Satana-Beffa». In realtà, il nome rimase sempre e soltanto «Satana», sebbene, a partire dal n. 11, la parola "beffa" del sottotitolo sia apparsa sullo stesso piano del titolo e, per di più, con dimensioni addirittura maggiori del titolo stesso. Ma il nome con cui il giornale designava se stesso, per esempio negli articoli, era semplicemente «Satana». Semmai, va segnalato il fatto che, dopo qualche tempo, tutte le pagine interne vennero intestate con le parole "la beffa", il che può aver contribuito ulteriormente a generare ambiguità sul nome effettivo del periodico. Al di là di tutto ciò, tuttavia, rimane il fatto che verosimilmente il giornale fu subito chiamato da tutti «Satana Beffa» (per via dell'ambigua posizione della prima parola del sottotitolo), e dunque con tale denominazione ci è stato tramandato dai numerosi estimatori che continuarono a ricordarlo per anni, a dispetto della sua vita effimera.
sottotitolo
Beffa settimanale di tutti i colori.
luogo
Milano.
durata
13 aprile 1919 (a. I), n. 1) - 28 settembre 1919 (a. I, n. 25*).
periodicità
Settimanale.
direttore
Nessuno; poi: Icilio Bianchi.
gerente
Pietro Binelli.
stampatore
Milano, Coi tipi della Società editoriale milanese.
pagine
16.
formato
35x25 cm.
prezzo
50 centesimi; poi: 75 centesimi.
abbonamento
20 lire; poi: 25 lire.

Ambizioso tentativo di giornale umoristico fuoriclasse, sia per la quantità e il valore dei collaboratori, sia anche per l'indole dichiaratamente anticonformista. Il Satana al quale ci si voleva richiamare era la divinità pagana cantata da Carducci nel suo celebre Inno, che il nuovo giornale riprendeva, non per farne la parodia, come spesso accadeva in questi casi, ma per adattarlo ai propri, particolari intenti:

Eccovi Satana,
dal ghigno fiero
che fa la satira
dell'orbe intero! [...]

Su tutti Satana
sparge il suo brio
sia pure il diavolo,
sia pure iddio! [...]

Gesù in pantofole,
pance pei fichi,
mummie retrograde,
e bolscevichi!

E democratici
lanciapalloni
e rompiscatole
e fanfaroni! [...]

Salute o Satana,
o ribellione,
o foglio ed organo
de la ragione!

Lieti a te vengano
lettori e voti,
scagliando un cànchero
contro i beoti!


Non contento di ciò, il nuovo «Satana» spiegava che la propria non era "la stupida invocazione dell'anticlericalismo degna della musica di Romualdo Marenco, ma la smorfia di rabbia, di dolore, e di sarcasmo - L'ingegno è beffatore," - continuava il giornale - "è Satana perché sarà sempre sconfitto. [...] Ma se l'ingegno avrà torto, se un nuovo idolo mostruoso accenna, se fra breve sarà delitto non essere cortigiani di Sua Maestà il Ventre-numero, Satana sferza, ridi! E poi parla di bellezza a questi uomini, il cui cervello è la dove termina il ventre per cominciare il sesso...".
È difficile dire se queste promesse furono mantenute nel corso della peraltro breve esistenza del giornale. Sicuramente «Satana» fu un giornale di spettacolare ricchezza e qualità tecnica; vi collaborarono, infatti, fra gli illustratori: Natalia Azzoni, Bandinelli, Bazzi, F. Binaghi, C. Bisi, Leonardo M. Borgese, Aldo Bruno, S. Burzi, Amero Cagnoni, A. Camerini, Ezio Castellucci, A. Coppa, Luigi Daniele Crespi, C. Grotta, C. D'Aloisio, Dal Pozzo, Marcello Dudovich, L. Dudreville, B. Fabiani, G. Ganassi, C. Incerti, A. Morgigno, G. Nagliati, Natali, Nives, M. Nizzoli, I. Orsi, A. Perone, E. Pettoruti, Pinochi, L. Ricchetti, G. Rodella, Enrico Sacchetti, A. Salietti, C. Santini, Sergio Tofano (Sto), Trilussa, R. Ventura, L. Viani.
Più difficile valutare il contributo degli autori dei testi, poiché questi ultimi, il più delle volte, non erano firmati. Se si deve prestare fede a quanto dichiarava lo stesso giornale (ignorando perciò la sua palese inclinazione alla beffa) scrissero su «Satana»: Luigi Antonelli, Arros, A. G. Bianchi, Icilio Bianchi, G. A. Borgese, Innocenze Cappa, E. Cavacchioli, Guido Da Verona, A. De Stefani, Rosso di San Secondo, Arnaldo Fraccaroli, Salvator Gotta, Ettore Janni, Mario Mariani, Mario Maria Martini, Ercole Luigi Morselli, Ernesto Murolo, Dario Niccodemi, Tullio Pantèo, Alfredo Panzini, Ferdinando Paolieri, Luigi Pirandello, Pitigrilli, Gino Rocca, Pio Schinetti, Renato Simoni, U. Tegani, Trilussa, Alessandro Varaldo, Carlo Veneziani, M. Vugliano, Luciano Zuccoli; come detto, però, non per tutti è documentabile l'effettivo contributo.
La mobilitazione delle migliori matite del momento, e di parecchie fra le penne più apprezzate, tuttavia, non sortì ai deflagranti risultati che erano stati promessi. Complice forse l'emozione suscitata dal discutibile proclama del presidente americano Wilson agli italiani sul problema di Fiume, «Satana» si adattò senza particolari scosse a sparare le proprie cartucce sui temi della "vittoria mutilata" e del bolscevismo. Quest'ultimo tema, per la verità, fu trattato con garbo, senza la truculenza che si era vista su altri periodici e bilanciato, del resto, con la costante denuncia degli arricchiti di guerra, i famosi "pescecani".
Fra le rubriche, vanno segnalate Le interviste mancate di «Satana», Si dice che..., Non si può dire che..., Beffe milanesi, Al tiro balilla: berlina in caricatura e versi alla quale vennero sottoposti personaggi cittadini, fra cui il sindaco Caldara, Filippo Turati, Ercole Marelli, "magnate dei magneti".

bibliografia
Enrico Gianeri (Gec), Storia della caricatura, Milano, 1959; Paola Pallottino, Storia dell'illustrazione italiana, Bologna, 1988; Carlo Alberto Petrucci, La caricatura italiana dell'Ottocento, Roma, 1954.
raccolte
Biblioteca nazionale centrale - Firenze. Biblioteca nazionale Braidense - Milano.