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Bibliografia dei giornali lombardi satirici e umoristici

431. LO SPECCHIO
Dal 26 marzo 1927 (a. III, n. 10): IL CARROCCIO.
sottotitolo
Organo: dinamico menefreghista futurista espressionista esplosivo; poi: Organo futurista. Fondatore: carlodegiorgi; poi: Dinamicomenefreghistadiciannovistafuturistaesplosivo. Fondatore carlodegiorgi; poi: Organo settimanale di cronaca legnanese; poi: Settimanale legnanese; poi: Lo Specchio. Settimanale di cronaca legnanese; poi: nessuno; poi: Settimanale legnanese.
motto
Esce quando può al servizio di nessuno!!!!!!; poi: al servizio di nessuno; poi: nessuno.
luogo
Legnano.
durata
4 ottobre 1925 (numero unico) - 25 dicembre 1926 (a. II, n. 27*);
26 marzo 1927 (a. III, n. 10) - 2 giugno 1928 (a. IV, n. 22).
periodicità
Nessuna; poi: quindicinale; poi: settimanale.
direttore
Rag. Carlo De Giorgi, direttore responsabile.
stampatore
Busto-Milano, Stabilimento tipografico A. Pianezza; poi: Busto Arsizio, Stabilimento tipo-lito-cartografico A. Marcora; poi: Nerviano, Industria grafica nervianese.
pagine
4; poi: 6; poi: 4.
formato
49x34 cm.
prezzo
25 centesimi; poi: 6 soldi; poi: 30 centesimi; poi: 25 centesimi.
abbonamento
5 lire; poi: 15 lire; poi: 25 lire; poi: 15 lire

Periodico futurista, si occupava di minute questioni cittadine quando non era impegnato a propagare il verbo marinettiano e le doti rigeneratrici del fascismo. Formalmente non era un giornale umoristico vero e proprio, tuttavia, il gran numero di vignette e di caricature pubblicate, il piglio sarcastico e il gusto per lo sberleffo lo facevano rientrare a pieno diritto nella categoria. Le illustrazioni erano firmate da Patsy e Gip ed erano dedicate agli avvenimenti della vita legnanese ed ai personaggi più in vista della città; i testi, il più delle volte anonimi, erano spesso delle esercitazioni letterarie di stampo tipicamente futurista. Un paio di volte il giornale ospitò anche scritti di Marinetti. Tra le rubriche si segnala: Cose notate, una epigrammatica rivista dei piccoli e grandi avvenimenti cittadini.
Col passare del tempo il foglio inclinò sempre più chiaramente verso un'aperta propaganda fascista. È significativo, tuttavia, il fatto che neppure un giornale smaccatamente integrato nel nuovo regime come «Lo Specchio» abbia potuto tacere completamente di fronte alla micidiale legge sulla stampa voluta da Mussolini nel 1926. Il commento venne affidato ad una minuscola vignetta nella quale si vede il giornale stesso camminare in equilibrio su di un filo sospeso, mentre da un lato lo osservano due carabinieri e dall'altro un uomo e una donna, muniti entrambi di un robusto randello; dice la quartina di accompagnamento:

La legge sulla stampa è un portento
Ma ragazzo mio sta ben attento
Che se cadi dal filo la tua sorte
È bella e decisa. O prigione o morte.


La quarta pagina era spesso occupata da una declamatoria pubblicità cinematografica. Risorse, per poco più di un anno, nel 1927.

raccolte
Biblioteca nazionale centrale - Firenze. Biblioteca nazionale Braidense - Milano: 4 ottobre 1925 (numero unico) - 25 dicembre 1926 (a. II, n 27).