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pensieri verbali


Bibliografia dei giornali lombardi satirici e umoristici

458. EL TRAMWAI
Dal 10 giugno 1894 (a. II, n. 23): IN TRANVAI.
Il 23 dicembre 1894 (a. II, n. 52): EL TRAMWAI.
Il 5 gennaio 1895 (a. III, n. 1): SÖL TRAMVAI.
Dal 12 gennaio 1895 (a. III, n. 2): IN TRAMWAI.
Dal 27 giugno 1896 (a. IV, n. 26): EL TRAMWAI.
Dal 1° luglio 1896 (a. IV, n. 28): IN TRAMWAI.
Dal 17 settembre 1898 (VI, n. 38): IN TRANVAI.
Dal 18 aprile 1903 (a. XI, n. 16): TRANVAI.
Dal 11 novembre 1904 (a. XII, n. 46): IN TRAMVAY.
Dal 3 dicembre 1904 (a. XII, n. 49): TRANVAI.
Dal 9 febbraio 1907 (a. XV, n. 6): IN TRANVAI.
motto
Nessuno; poi: W l'umorismo; poi: nessuno; poi: W l'umorismo; poi: nessuno.
luogo
Brescia.
durata
19 agosto 1893 (numero di saggio) - 7 ottobre 1916 (a. XXV, n. 30).
periodicità
Settimanale.
direttore
Nessuno; poi: Angelo Agosti.
gerente
Giovanni Mottinelli; poi: Giuseppe Sibellini; poi: Angelo Mazza; poi: Serafino Magnoni; poi: nessuno; poi: Angelo Agosti.
stampatore
Brescia, Tipografia Rivetti; poi: Tipografia O. Rovetta; poi: Tipografia commerciale; poi: Stabilimento tipografico bresciano; poi: Tipografia del giornale La Provincia di Brescia; poi: Tipografia Lenghi e C.; poi: Tipografia commerciale.
pagine
4.
formato
43x31 cm; poi: 50x36 cm; poi: 43x31 cm.
prezzo
5 centesimi.
abbonamento
3 lire.

«El Tramwai» non fu solo il più duraturo giornale satirico di Brescia, ma, dopo il pavese «Fasoulin» (n. 163), fu anche il foglio di spirito che, fuori dall'area milanese, uscì ininterrottamente per il maggior numero di anni. Dopo un iniziale incidente di percorso che lo vide insidiato, a poche settimane dall'esordio, da un «Nuovo Tramwai» (n. 331) "redatto dai signori Pezzani e Agosti" e prontamente sconfessato, il «Tramwai» si guadagnò una stabile posizione nella stampa cittadina.
Sebbene si dichiarasse "democratico e affatto indipendente" era in realtà legato agli ambienti liberali bresciani, che riconoscevano in Giuseppe Zanardelli l'indiscusso baricentro della vita politica cittadina. Nato quando ancora i cattolici erano vincolati a non partecipare direttamente alla competizione elettorale, il giornale assistette di lì a poco, tuttavia, al parziale allentamento del non expedit papale, che consentì la costituzione di un blocco clerico-moderato che avrebbe retto le sorti municipali dal 1895 al 1902.

Cari amici, adunque il papa
(Ve ne prego, giù il cappello:
Giù il cappel teste di rapa
Nanti un uomo come quello!)
Dunque il papa ha decretato,
Che a salvare dalla morte
Società, famiglie, Stato,
Schiuder debbansi le porte
Dei Consigli Comunali
Ai clericali.

In omaggio a tal decreto
(Giù una nuova riverenza!)
Con cui togliesi il divieto
Che li astringe all'astinenza,
Fra non molto scenderanno,
Agguerriti fino ai denti,
Nell'agone, a nostro danno
Fieramente combattenti
Le battaglie elettorali,
I clericali. [...]

Brescian foglio l'ha stampato
In istil gonfio, iperbolico:
Obbedir sempre al papato
Deve un vero e buon cattolico:
Favorire l'ignoranza,
Propugnar la confessione,
Predicar l'intolleranza:
Ecco l'opra, la mansione
Nei Consigli Comunali
Dei clericali.


Questo evento scatenò definitivamente la vena anticlericale del «Tramwai», facendone un vero e proprio organo di satira del mondo pretino e del popolo cattolico. La rubrica più emblematica, a questo riguardo, fu quella intitolata Predica di Don Ciccio (mutata ben presto in Predica di Don Barzigola, che in dialetto bresciano significa demonio, ma anche colpo mancino). Per quasi diciotto anni, settimana dopo settimana, ora impiegando l'idioma nazionale ed ora ricorrendo invece a quello locale, questo campione della più gretta mentalità clericale si diffuse sui più svariati argomenti del giorno, richiamando sempre l'attenzione dei fedeli sulle minacce del liberalismo e non mancando mai, alla fine del discorso, di ricordare la necessità di erogare un generoso obolo alla parrocchia. Nel 1902, tuttavia, l'anno in cui i clerico-moderati furono costretti a tornare all'opposizione, don Barzigola dovette ammettere la dura sconfitta:

E dire che nualter precc gôm lavorato così bene. A la mattina per le seziù no se idia che prec e fra alegher come usilì tanto i se tignia sicûr de viga Bresa nele serie. Il vescof Corna el quale el sa quel chel se fa, el ga fat vegner du vagù de fra, e per fare economia furon fatti viaggiare in quinta classe in mancanza della sesta. Ghe n'era de quei che stando ala grosezza i dûsìa iga almeno 4 voti. Ma per venser nualter bisognaa che oltre i precc e i fra andaes a votà anche tôte le fomnalole le quali piangono ora con noi l'atroce sconfitta.
Ed ora addio palas de la Losa.


Ricco di notizie, di velenosi commenti, di gustose parodie poetiche (Ariosto, Dante, Manzoni e perfino Leopardi), inerenti alle questioni cittadine ma anche a quelle nazionali e, più raramente, estere, il «Tranwai» non fu altrettanto valido sul piano illustrativo. Quantitativamente povero di immagini, si limitò per di più a percorrere l'abituale strada di molta stampa umoristica di provincia: il pupazzetto del personaggio abbastanza in vista da poter essere riconosciuto da un certo numero di lettori, una pratica che al momento doveva riuscire probabilmente assai gradita ma che oggi, a distanza di oltre un secolo, appare totalmente muta.

bibliografia
Mario Paini (a cura di), I macc de le ure. Vita popolare e satira politica tra '800 e '900 a Brescia, Brescia, 1978.
raccolte
Biblioteca nazionale centrale - Firenze. Biblioteca nazionale Braidense - Milano: 19 agosto 1893 (numero di saggio) - 27 maggio 1911 (a. XIX, n. 21).