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Gli indici

Più sono, meglio è

Un'opera cartacea di consultazione deve possedere un adeguato corredo di indici, e dunque anche i volumi del progetto civita ne furono dotati. Oltre agli indici dei nomi, dei toponimi, dei riferimenti archivistici e bibliografici, tuttavia, pensai che sarebbe stato utile mettere a disposizione anche una speciale risorsa di corredo capace di restituire i rapporti che intercorrevano fra le varie istituzioni.

Ho già descritto la soluzione adottata per le istituzioni ecclesiastiche; quella per le istituzioni civili fu un po' più laboriosa.

Un aiuto dalla biblioteconomia

I bibliotecari hanno escogitato molti sistemi per definire il soggetto di una determinata opera. Quello più noto è sicuramente la Classificazione decimale Dewey, ma ne esistono numerosi altri. Uno di essi è stato precis, e io pensai che si adattasse bene anche per indicizzare i rapporti istituzionali definiti nella base di dati del progetto civita.

L'acronimo precis sta per Preserved Context Index System. Il sistema venne ideato nel 1969 dai bibliotecari inglesi Derek Austin e Peter Butcher. Di quell'anno è il breve rapporto intitolato precis. A rotated subject index system, mentre nel 1974 Derek Austin pubblicò il più completo precis. A manual of concept analysis and subject indexing, un bel malloppo di oltre cinquecento pagine che doveva servire ai bibliotecari per definire il soggetto di un'opera per poi lasciare che una macchina ne generasse tutti i corollari.

Qual era la caratteristica saliente del sistema? La rotazione di una catena di termini che andavano dal particolare al generale, o viceversa.

Proprio come succedeva per le istituzioni civili censite dal progetto civita.

Belsito e Piedelmonte

Immaginiamo due ipotetici toponimi (Belsito e Piedelmonte), ai quali facevano capo una serie di istituzioni civili legate dai rapporti gerarchici mostrati nella figura qui sotto: semplici nel primo caso, più complessi nel secondo.

La struttura ad albero di Piedelmonte può essere rappresentata anche mediante tre distinte catene di rapporti (simili a quella di Belsito), come nella figura che segue.

Così linearizzati, e descritti dal markup del progetto civita, i rapporti istituzionali potevano essere trasformati da FrameMaker in un documento conforme a questa rappresentazione.

Poteva capitare che un elemento dell'albero (in questo caso il cancelliere) non meritasse un profilo specifico, nel qual caso veniva assorbito in quello sovraordinato, ma questo comportava il rischio che se ne perdesse praticamente traccia.

Ma anche il console, dopotutto, correva lo stesso rischio, nonostante potesse contare su un proprio profilo. E in generale, ogni istituzione che non si trovasse al primo livello della catena gerarchica soffriva dello stesso problema. Come trovare, infatti, tutti i consoli e tutti i cancellieri nominati nel censimento?

Il contributo di precis

Il sistema di precis prevedeva che il soggetto di una determinata opera fosse in realtà una catena di contesti sempre più generali che andava ‒ in teoria ‒ dal termine più specifico fino all'universo mondo, e viceversa.

Applicando questa idea alle istituzioni del progetto civita, nel caso specifico del cancelliere di Piedelmonte, la situazione può essere rappresentata nel modo che segue.

Per ogni catena contestuale ‒ per usare la terminologia di precis ‒ oppure per ogni linea gerarchica ‒ per usare quella del progetto civita ‒ una procedura generava tante varianti di questa linea quanti erano gli elementi che la componevano, e li disponeva in maniera variamente ruotata, dimodoché ogni elemento potesse godere del dovuto rilievo, pur restando inserito nella posizione gerarchica che gli spettava.

Trasformato in una pagina stampata, sempre grazie alle capacità di FrameMaker, questo meccanismo di indicizzazione assumeva il seguente aspetto: