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esplorazioni verbali


invenzioni verbali


Cosimo Giorgieri Contri, Le orme del satiro, 1920

concordanze di «dei»

nautoretestoannoconcordanza
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mondano. Davano per adesso dei pranzi: più tardi forse
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tardi forse avrebbero dato dei balli. E Marco che
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Era venuto? Era uno dei tratti di quella donna
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tornava la calma perfetta dei suoi sensi non più
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Una spostata, certo, con dei modi quasi di cortigiana
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nel corridoio si apersero, dei gruppi irruppero, e il
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frequenti, nelle porte spalancate dei palchi vuoti che sbadigliavano
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sofà davanti al tavolino dei giornali, ove una lampada
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sempre agli atti umani dei moventi inconfessabili? E quella
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scomparso sotto l'arco dei portici, egli si affacciò
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tanto piaciuto? Ella aveva dei gusti fini, diceva con
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nell'inverno la consuetudine dei loro convegni riprese. ¶ Adesso
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vicini, ella gli mandava dei bigliettini da una sua
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primi giorni. Egli ebbe dei rimorsi, dei timori, un
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Egli ebbe dei rimorsi, dei timori, un leggero allontanamento
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per figurarsi la immensità dei divertimenti che lo aspettavano
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festa. Egli le portava dei piccoli regali, dei dolci
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portava dei piccoli regali, dei dolci, dei giocattoli. Ella
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piccoli regali, dei dolci, dei giocattoli. Ella accoglieva i
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uscito di lì, per dei mesi, Marco, non ci
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Laurina e ti porterò dei libri... Li vuoi? ¶ Ella
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apparecchiata per tre con dei fiori, un aspetto di
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li tocchi, lanciano intorno dei grani, dei piccoli chicchi
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lanciano intorno dei grani, dei piccoli chicchi violenti. ¶ Camminò
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piacere che non era dei primi. ¶ – Di qua, signor
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un tempo; i salotti dei palazzi dove ci si
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la sua faccia con dei tratti leggiadri ma ancora
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così di profilo, parevano dei fili misti d'oro
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neutre. La vittoria era dei fiori. ¶ – Per un pranzo
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calore delle vivande e dei vini. ¶ Egli le chiese
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eroi di Omero, o dei cavalieri di torneo si
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nobiltà piemontese se ha dei brutti nomi ha avuto
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della grazia. ¶ Doveva cercar dei confetti in un sacchetto
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le verdi racchette grasse dei fichi d'India si
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un'ebbrezza, l'ebbrezza dei primi passi fuori della
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che passava al disopra dei leandri nel Corso dell
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rivide con la opulenza dei suoi capelli notturni, con
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sulla strada. L'odore dei leandri e del mare
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aveva sostituito l'aroma dei leandri. Man mano, egli
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sale, semivuote. Allora, udendo dei suoni di danze che
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e pur visibile curva dei fianchi, rotonda come un
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inspirano l'amore, così dei luoghi. E tutto, in
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a veder meglio, con dei piccoli brividi, dei piccoli
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con dei piccoli brividi, dei piccoli fremiti, delle smorfiette
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un pericolo appassionante. ¶ E dei: ¶ – Mia cara, il cavallo
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pulsano tutti i ricordi dei salotti invernali o dei
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dei salotti invernali o dei galoppi romani, con una
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guardò a sua volta dei libri posati sul comodino
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la morale: la solidità dei sentimenti onesti che si
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esclamò Laurina. – Più belli dei nostri... ¶ – Ah! Per fiori
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fondo, oltre l'arco dei portici, già verdeggiavano. Cominciava
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uno scompiglio. La cintura dei viali si rinserra, avvolge
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rinnovamento, il rinnovamento glorioso dei paesi del nord, ignoto
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della vecchia scuola e dei vecchi tempi, avrebbe giudicato
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forma crepuscolare... ¶ VIII. ¶ Furono dei giorni dolci e calmi
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fatta da suo marito dei suoi compagni di amministrazione
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suo sorriso, le grazie dei suoi gesti, l'ombra
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suoi gesti, l'ombra dei suoi occhi. E il
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a un tavolino con dei libri, e un ricamo
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d'acqua nelle vasche dei giardini... ¶ – Senza un fiore
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espansione ella gli parlava dei suoi pensieri, dei suoi
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parlava dei suoi pensieri, dei suoi desiderî, della sua
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lontano: quando gli diceva dei suoi studi e delle
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di suo marito e dei suoi viaggi, ella non
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Martilli che avevano avuto dei sospetti, non giocavano e
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vale molto agli occhi dei più, e molto ai
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notte quasi ormai raddolcita dei suoi capelli pesanti, tra
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di tutte le iridescenze dei climi favolosi, dei paesaggi
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iridescenze dei climi favolosi, dei paesaggi di bellezza e
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con un tavolinetto tondo, dei fiori, e il sole
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e sfuma le linee dei colli, e i lumi
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aspettiamo. Faremo delle passeggiate, dei pique-niques, giuocheremo a
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poteva lasciare il lastricato dei portici! E sotto l
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tennis; e lo squillar dei campanelli nel sole mattutino
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anche soltanto a quello dei Duchi... ¶ Dopo due o
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tracce che vedi sono dei piedi di un capro
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fresca e c'erano dei fiori che odoravano intorno
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forte, attutiva il rumore dei suoi passi. Sotto il
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Marco: come, nelle novelle dei bimbi, quei lampi che
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villaggio; poi i canti dei galli. L'usignuolo taceva
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precipitò; ritrovando la parola dei primi anni: ¶ – Mamma! ¶ Chino
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libera... Quando si hanno dei figli... E poiché non
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lui, là, nella cripta dei Marè. Guardava l'aria
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litania, financo in ognuno dei colpi di cazzuola che
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che credi di aver dei diritti. ¶ Marco ascoltava, prima
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come ignaro dell'ora, dei luoghi, in un automatismo
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animale inseguito dalla muta dei cani, che già ne
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suo petto, d'odore dei capelli e della giovinezza
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assorto, perduto nel tumulto dei suoi pensieri, nello scompiglio
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suoi pensieri, nello scompiglio dei suoi sentimenti. ¶ Guardò il
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gonfia, ludibrio e pietà dei passanti? ¶ E a questa
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luogo donde col passare dei grandi treni che allacciano
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verso i luoghi comuni dei teatri, dei divertimenti parigini
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luoghi comuni dei teatri, dei divertimenti parigini. Nulla, nulla
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romantico, erede di quelli dei drammi di un tempo
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E, con la voce, dei lembi di frasi, delle