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Classificare i testi

Un territorio da suddividere

Elaborare una ponderata definizione del concetto di testo è solo il primo passo verso una soddisfacente classificazione dei testi medesimi, e in subordine dei generi letterari.

Per mia fortuna, proprio mentre mi avviavo su questa strada mi sono imbattuto nel lavoro di Francesco Sabatini il quale, poco incline anche lui, e molto prima di me, ad accogliere la classificazione di Werlich ne aveva elaborata una propria (“Rigidità-esplicitezza” vs “elasticità-implicitezza”: possibili parametri massimi per una tipologia dei testi, 1999; ristampato in L’italiano nel mondo moderno, Liguori, Napoli, 2010, vol. II) basata - neanche a farlo apposta - proprio sul concetto di intenzionalità illocutoria dell’autore.

Avevo scoperto l’acqua calda. La cosa tuttavia non è mi è dispiaciuta troppo, perché arrivare con le proprie forze a intuire un’idea che qualche studioso di vaglia ha già elaborato da tempo è una rimarchevole soddisfazione personale. Sabatini, invece di indugiare sulle astratte caratteristiche funzionali del testo (raccontare, descrivere, ecc.) come fa Werlich, collega l’intenzione pragmatica dell’autore di un determinato testo al vincolo che quest’ultimo intende esercitare sul lettore, dimodoché distingue fra testi molto vincolanti, testi mediamente vincolanti e testi poco vincolanti. Si tratta di un’idea davvero feconda che permette di classificare i testi in maniera molto più soddisfacente di quanto non consenta la classificazione di Werlich, e soprattutto consente di ordinare secondo un parametro di intensità (del vincolo) ciascuna delle classi individuate.

Qui finisce, tuttavia, il mio consenso verso il lavoro di Sabatini, nei confronti del quale nutro infatti anche alcune riserve. Lo studioso, per esempio, accetta che si parli indifferentemente di testi orali e di testi scritti, e su questo argomento non voglio aggiungere altre parole, ma rimando alla discussione della pagina precedente; distingue inutilmente fra poesia e prosa in un contesto che a me appare indifferente verso certe questioni di forma; ma soprattutto declina il vincolo su un numero insufficiente di classi, fra le quali, per di più, è assente quella di valore neutro.

Voglio riassumere qui di seguito le classificazioni di Werlich e Sabatini, per poi aggiungere e commentare quella che io ritengo più soddisfacente, e che ho adottato nel corpus linguistico SCRIPTA.

La classificazione di Werlich

Ricopio la seguente tabella da uno dei tanti documenti presenti in rete che fanno riferimento a questa classificazione; essa presenta leggere ma non significative differenze rispetto a quella di altri luoghi dove è reperibile.

tipi di testo funzione esempi
narrativo raccontare un fatto, una storia racconti, romanzi, novelle, articoli di cronaca, corrispondenze di inviati speciali, relazioni di viaggio, biografie, ecc.
descrittivo delineare le caratteristiche di una persona, di un paesaggio, di un oggetto parti descrittive di opere letterarie, di resoconti di viaggio, di guide ambiente turistiche ecc.
argomentativo sostenere una tesi attraverso un ragionamento logico proponendo argomenti a favore e confutando le opinioni contrarie arringhe di avvocati, alcuni saggi scientifici, discorsi politici, articoli di fondo, slogan pubblicitari, colloqui tra venditore e compratore ecc.
informativo fornire notizie utili su personaggi, argomenti o fatti orari dei treni, avvisi (scritti e orali), saggi divulgativi ecc.
regolativo indicare particolari norme da rispettare; imporre obblighi e divieti leggi, regolamenti, statuti, istruzioni per l'uso ecc.

Vorrei sottolineare, alla luce della definizione di testo data, quanto risulti incongrua l'idea di un testo di tipo descrittivo. Qualcuno ha mai incontrato una composizione verbale scritta, intenzionale e conclusa che sia una pura descrizione? Rispondo io per tutti: no. Ci sono innumerevoli brani descrittivi, in altrettanto innumerevoli composizioni scritte, ma nessuno di essi può essere considerato un testo a tutti gli effetti, secondo la definizione data, perché manca in essi l'attributo conclusivo. Non si scrive una descrizione per se stessa, ma solo come parte di un testo più ampio, e soprattutto di altro tipo.

Umberto Eco, per fare un esempio, ha scritto un'opera intitolata Vertigine della lista (Bompiani, 2009) nella quale si è dato la pena di raccogliere molti brani di testi in cui è evidente l'intento dell'autore di elencare una serie particolarmente numerosa di articoli. L'operazione è interessante e merita una visita, a condizione però che non venga poi voglia di parlare di testi enumerativi, perché anche in questo caso si tratterebbe di una inaccettabile forzatura della definizione di testo.

Dei cinque tipi di testo, tuttavia, quello argomentativo e quello regolativo vanno salvati di sicuro, come si vedrà più avanti. Il vero problema, però, è che in questa classificazione funzionale è difficile stabilire un ordine, perché tutte le funzione fanno un po' caso a sé (compresa quella enumerativa...) e si prestano quindi a una inutile superfetazione. Il criterio del vincolo, invece, proposto da Sabatini, rende le classi più necessarie e quindi meno numerose, perché soggette ad un criterio di validazione nel quale rientra anche la posizione che devono occupare nella tassonomia.

La classificazione di Sabatini

Ricopio la seguente tabella da un intervento del 2010.

classi fondamentali classi intermedie tipi testuali concreti
A. Testi molto vincolanti A1. Testi scientifici
Funzione puramente cognitiva, basata su asserzioni sottoposte esclusivamente al criterio di vero/falso.
Descrizioni e definizioni scientifiche formalizzate, specialmente se di materia che consente trattamento quantitativo dei dati.
A2. Testi normativi
Funzione prescrittiva, basata su una manifestazione di volontà coercitiva, regolata da un intero sistema di principi enunciati espressamente.
Leggi, decreti, regolamenti e altri testi assimilabili (atti amministrativi, giudiziari, notarili, contratti e simili).
A3. Testi tecnico-operativi
Funzione strumentale-regolativa, basata sull’adesione spontanea del destinatario alle istruzioni fornite dall’emittente.
Istruzioni per l’uso (di apparecchi, strumenti, sostanze, ecc.) o per eseguire operazioni (movimenti, giochi, e simili).
B. Testi mediamente vincolanti B1. Testi espositivi
Funzione esplicativa-argomentativa, basata sull’intenzione di "spiegare a chi non sa" o di stabilire trattative su questioni concrete o di proporre e dibattere tesi.
Trattati, manuali di studio, enciclopedie, saggi critici, relazioni, lettere d’affari, memorie forensi e d’altro genere (discorsi politici, conferenze, lezioni, ecc., messi per iscritto).
B2. Testi informativi
Funzione informativa, basata sull’intenzione di mettere genericamente a disposizione ("divulgare") informazioni, perlopiù sommarie e approssimative.
Opere divulgative e di informazione corrente; testi giornalistici; corrispondenza familiare e tra amici.
C. Testi poco vincolanti C1-C2. Testi d’arte ("letterari")
Funzione espressiva, basata sull’intenzione (o bisogno dell’emittente di esprimere, specie su temi esistenziali, un proprio "modo di sentire" e di metterlo a confronto, potenzialmente, con quello di ogni altro essere umano.
Opere con finalità d’arte o che assumono forme artistiche per altri fini (letteratura in prosa e in poesia; motti e proverbi; scritture sacre, testi liturgici e di preghiera; particolari testi pubblicitari).

Nonostante il carattere più ricco di questa classificazione, appare subito evidente il criterio vincolare che permette di ordinare correttamente le classi intermedie. Sabatini ne individua sei, che aumenta a sette ove si ritenga necessario separare i testi poco vincolanti in poesia [C1] da quelli in prosa [C2], una distinzione che, come detto sopra, appare francamente inutile in questo contesto.

Ciò che più mi rende perplesso, tuttavia, è la mescolanza che viene fatta nella classificazione fra tipi di testo sui quali gravano vincoli di intensità diversa, che tuttavia non viene adeguatamente sottolineata. È discutibile, infatti, perché possibile fonte di confusione, equiparare i testi scientifici [A1] ai testi normativi [A2]. Oltretutto, considerato l'ordine in cui sono presentati, e tenuto conto che nella tabella vengono esaminati i vari tipi di testo dal più vincolante al meno vincolante, sembra di poter dedurre che quelli scientifici siano più vincolanti di quelli normativi, cosa che io ritengo inaccettabile, dal momento che la norma, benché soggetta al contesto, va considerato di sicuro più vincolante di una affermazione scientifica, che è sempre soggetta al vaglio della verifica, su cui si basa l'edificio stesso della scienza.

Anche la classe intermedia dei testi espositivi offre il destro, secondo il mio parere, a diverse critiche. Anzitutto, l'aggettivo è piuttosto generico e quindi infelice in un ambito dove il controllo del lessico è fondamentale perché, in definitiva, tutti i testi espongono qualcosa: espone il poeta il proprio sentimento, pur senza accampare alcuna pretesa di vincolare il lettore alla propria esternazione; espone il legislatore la norma giuridica, consapevole che dal momento in cui il lettore prende visione del testo non potrà più sottrarsi al vincolo del quale esso costituisce il veicolo.

Molti altri appunti vorrei fare al contenuto della tabella, ma me ne astengo per due motivi. Il primo è che non vorrei diventare prolisso; il secondo è che temo, così facendo, di indurre il sospetto di voler offuscare l'indiscutibile valore di fondo che riconosco invece a questa classificazione. Preferisco quindi presentare direttamente la classificazione adottata nell'ambito di SCRIPTA, che ha qualche debito nei confronti di quella di Werlich e deve molta riconoscenza a quella di Sabatini.

La classificazione dei testi di SCRIPTA

La mia classificazione comprende cinque grandi tipologie di testo, la terza delle quali, quella centrale, esprime il grado neutro, per così dire, del vincolo a cui il lettore viene sottoposto. Ho cercato di mettere la massima cura nella scelta delle parole, a costo di usarne alcune di uso tutt'altro che comune.

tipo di testo specificazione esempi
espressivo carme, sonetto, capitolo, ditirambo, prosa d'arte
riferitivo con patto finzionale
senza patto finzionale
poema, romanzo, fiaba, commedia, tragedia
articolo, cronaca, biografia, epistola
dichiarativo attestato, dichiarazione, referto, rogito, verbale
argomentativo debole
forte
predica, discorso, articolo di fondo, recensione
articolo scientifico, dialogo, trattato, lezione, tesi
normativo condizionato
non condizionato
bugiardino, manuale d'uso, raccomandazione, ricetta
decreto, editto, grida, legge, regolamento